Libro

Rassegna stampa: La Stampa

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25 agosto 2014 | La Stampa

Recensione di Appenninia su La Stampa Appennini on the road, il viaggio di uno scrittore attraverso lo scheletro del Belpaese

di Alessia Laudati

La terra dei resistenti, il paese dai gusci fragili, il rilievo montuoso che attraversa l’Italia. Sono queste le parole dello scrittore Riccardo Finelli, capaci di evocare imprese leggendarie e il peso dell’esperienza. Appenninia, libro edito da Neo Edizioni, racconta l’impresa dell’autore, iniziata nel settembre 2013 e terminata due settimane dopo, che attraverso 2300 chilometri di Italia da Passo Giovi a Melito di Porto Salvo a bordo di uno scooter ha cercato il Belpaese sparito e quello rimasto a testimoniare la storia di una penisola ancora capace di stupire.

Scopo del tracciato, è stato forse quello di ripercorrere l’Italia attraverso la propria ossatura più profonda, per interrogarsi sul presente e sul futuro di un paese fortemente radicato nel proprio ambiente montuoso e eterogeneo. Ecco cosa ci ha raccontato l’autore.
Com’è nata la scelta di percorrere l’Italia con l’ausilio di una vespa?
In realtà si tratta di un motorino, uno scooter operaio col contachilometri rotto da anni…(continua)

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Rassegna stampa: Il Resto del Carlino – Bologna

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19 agosto 2014 | Il Resto del Carlino – Bologna

 

20140819_carlinoBolognaAndamento lento, viaggio sullo scooter

HA PERCORSO 2.300 chilometri in sella a uno scooter alla scoperta dell’Appennino, un viaggio tra 195 comuni, 29 province e 13 regioni, che ha raccontato in un blog, www.appenninia.net, e poi in un libro, Appenninia – Viaggio nella terra di domani (Edizioni Neo, pp. 304, euro 15), in libreria da qualche settimana.

Un denso diario di viaggio dove lui, Riccardo Finelli, quarantenne di Modena, capo ufficio stampa di una multiutility  e scrittore, ha tastato il polso di una montagna che, dice, è stata capace di «farsi Stato a sé, con la lettera maiuscola, proprio perché incarna nelle sue ossa un’intera Nazione».

IL VIAGGIO, «volutamente lento»….(continua)

Rassegna stampa: Azione

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04 agosto 2014 | Azione

Azione

C’era una volta l’Appennino, spina
dorsale d’Italia. Poi sono venute le
guerre mondiali, le emigrazioni per la-
voro o scelta di vita, che hanno lasciato
in eredità ai gli dei gli dei gli una
vecchia casa in qualche paesino, da
passarci le estati al fresco, in mancanza
di meglio.
Uno di loro, Riccardo Finelli,
ha cercato di riannodare i li del suo
passato e al tempo stesso ….continua

 

Rassegna stampa: Il Caffè di Rai Uno

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16.07.2014 | Il Caffè di Rai Uno

 

Rassegna Stampa: Green News

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1 luglio 2014 | Green News

 

Recensione Appenninia su Green News

“Appenninia”: viaggio lento lungo la dorsale italiana

 2300 chilometri in 14 giorni, in bilico lungo il crinale appenninico, dal suo sorgere in Liguria, al suo inabissarsi fra le onde della Calabria, per radiografare la spina dorsale della nazione. La realtà di una terra di mezzo da cui lo Stato arretra, che si svuota, si scarnifica, frana, ma anche una terra di “resistenze” da 2500 anni – contro romani, saraceni, nazifascisti – che sta diventando laboratorio di nuove forme di convivenza e stili di vita, più credibili e sostenibili. In “Appenninia“, da poco pubblicato da Neo Edizioni, Riccardo Finelli racconta paesaggi, incontri, storie, volti, progetti da un Appennino reale e futuro che la coscienza collettiva continua a ignorare. Un diario di viaggio intenso e poetico nelle possibilità di un Paese che riparte dalla propria colonna vertebrale. Per la rubrica “Racconti d’ambiente”pubblichiamo oggi la prima parte del secondo capitolo, che racconta il viaggio da Cabanne a Ligonchio ed è intitolato “Galleggiando sul mare Appennino”.

 

Rassegna Stampa: Venerdì di Repubblica

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27 giugno 2014 | Il Venerdì di Repubblica

 

Recensione di Appenninia sul Venerdì di Repubblica
Recensione di Appenninia sul Venerdì di Repubblica

GRAND TOUR (SU DUE RUOTE). Sull’Appennino corre un’idea di Italia nuova – di Lara Crinò

Non una guida turistica ma un diario di viaggio, come si usava un tempo, mescolando storia e presente, notazioni geografiche e antropologiche, ricordi familiari. Riccardo Finelli, modenese, giornalista/scrittore, ha realizzato con Appenninio (Neo Edizioni, pp. 304, euro 15) un omaggio a quello che lui chiama, con affetto e senso di appartenenza, il «midollo» del Paese, l’ «orlo spiegazzato che cuce in due lo Stivale», il teatro di «resistenze» e di battaglie lungo tutto il corso della nostra storia, dai «romani ai saraceni, ai piemontesi, ai nazi-fascisti».

Finelli l’ha percorso su una vespa per 2.300 km di crinale appenninico, da Passo Giovi (Uguria)a Melito di Porto Salvo (la punta della calabria), raccontando la sua esperienza in un blog (www.oppenninio.net) e poi in questo libro. Che è un manuale per il viaggiatore che voglia ripercorrere l’impresa, ma anche una miniera di suggerimenti per chi desideri seguirne le tracce solo in qualche punto. Scoprendo che l’Appenino non è soltanto la nostra culla, selvatica e profumata di boschi, ma anche  il possibile laboratorio di un altro presente, di un’altra idea di Sviluppo.

Così Appenninia è fatta di luoghi, certo, e di posti da scoprire. Ma è fatto soprattutto di persone. Che hanno scelto di vivere lontano dalle città, nella poesia non maestosa ma quotidiana dei monti.

 

 

Rassegna Stampa: Primo Piano Molise

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22 giugno 2014 | Primo Piano Molise

 

Recensione di Appenninia pubblicata su Primo Piano Molise

Ha percorso 2.300 km, attraversato 195 comuni, 31 province e 13 regioni

tutto a bordo di una Vespa. È la nuova impresa (anche letteraria) dello scrittore Riccardo Finelli che molti conoscono in Alto Molise per aver pestato passo dopo passo, nel 2012, le traversine dei binari della Transiberiana d’Italia, da Sulmona a Carpinone. Ora Finelli presenta al pubblico una nuova avventura che parte da un viaggio, per riflettere sulle aree interne dello Stivale e del loro destino. Lo fa nel libro “Appenninia” che è uscito (per la Neo Edizioni) lunedì 16 giugno, il diario di viaggio intenso e poetico su due ruote, nella “terra di mezzo che cuce il Paese in due”. “Un crinale – scrive Finelli – che si srotola raccontando storie e ponendoci domande. Ad esempio, come frenare l’emorragia di persone e risorse che da mezzo secolo minaccia la sopravvivenza stessa di pezzi di territorio”. “Il posto – spiega l’autore – in cui inventarsi un piano B, contrattaccare e ripartire”