Dove comincia l’Appennino

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00. Giorno 1. Passo Giovi. 472 m slm..
L’Appennino comincia davanti a un bar malinconico, dove mettono a fare caffè al suono metallico e isterico di due slot piazzate nella stanza accanto. Fuori, sulla statale che scende a Genova, una ragazza aspetta la corriera. Un altra stende panni al balcone sotto un’enorme bandiera rossoblù. Il silenzio è rotto da qualche motociclista che lavora di frizione prima della discesa. Ma non si ferma. I Giovi, da tempo non sono più la gita fuori porta dei genovesi. Il torpore del mezzogiorno riscalda le lamiere di tante serrande abbassate
L’Appennino comincia davanti a un bar malinconico, dove mettono a fare caffè al suono metallico e isterico di due slot piazzate nella stanza accanto. Fuori, sulla statale che scende a Genova, una ragazza aspetta la corriera. Un altra stende panni al balcone sotto un’enorme bandiera rossoblù. Il silenzio è rotto da qualche motociclista che lavora di frizione prima della discesa. Ma non si ferma. I Giovi, da tempo non sono più la gita fuori porta dei genovesi. Il torpore del mezzogiorno riscalda le lamiere di tante serrande abbassate

Sogni a piedi nudi

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Una bicicletta supersonica per affrontare l’appennino. Il sogno è durato lo spazio di qualche settimana, poi gli elettroni si sono arresi alla pioggia. Così Appenninia non sarà trainata da un motore elettrico, ma da un più operaio motore a scoppio. Una cosa però è certa: le ruote saranno solo due. E i sogni camminano anche coi piedi nudi.

La mappa del viaggio

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C’è una terra di mezzo che cuce il Paese in due. Un crinale che si srotola raccontando storie e ponendoci domande. Ad esempio come frenare l’emorragia di persone e risorse che da mezzo secolo minaccia la sopravvivenza stessa di pezzi di territorio. Ma l’Appennino, da duemila e cinquecento anni è luogo di “resistenze”: contro romani, saraceni, nazifascisti. Il posto in cui inventarsi un piano B, contrattaccare e ripartire. E allora oggi potrebbe essere un laboratorio per sperimentare nuovi stili di vita e forme di convivenza. Per resistere, ancora una volta. E ricominciare. L’idea del viaggio nasce da qua.
Sono circa 2.200 km lungo lo spartiacque appenninico, da Passo Giovi a Melito di Porto Salvo. Da fare con un mezzo ecologico e, soprattutto, lento. Al link sotto, si puô vedere l’itinerario approssimativo.
https://mapsengine.google.com/map/viewer?mid=zEipwGZ-oM2s.k0q7lgJb3hlI&hl=it